
L’educazione, intesa come processo di interazione tra individuo e ambiente definibile come socializzazione, è esperienza e deve la sua origine ai problemi stessi che essa pone di fronte agli individui. Il superamento degli ostacoli avviene tramite quel processo riflessivo, che porta alla formulazione di idee la cui messa in pratica ne confermano la validità.
La scuola TuttiGiùPerTerra è caratterizzata da due aspetti apparentemente contrastanti che sono invece complementari: uno con connotazioni di tipo “domestico”, l’altro come ambiente ad alta professionalità. La continua ricerca di equilibrio tra questi due aspetti ha dato vita ad un’esperienza pedagogica con risultati riconosciuti e apprezzati. I vari momenti della scuola (tempi), i diversi luoghi dove si svolge l’azione educativa (spazi) sono pensati, progettati e organizzati secondo una strategia che mira a incrementare in ogni bambino le competenze, emotive, relazionali, cognitive, motorie, espressive ecc. (competenze). Gli aspetti di familiarità e di professionalità del contesto scolastico rappresentano dunque due facce della stessa medaglia che fanno assumere declinazioni significative nell’incontro tra bambini e sistemi simbolico - culturali presenti all’interno della scuola.

Nella nostra scuola mettiamo al centro dell’attenzione ogni bambino che attraverso il gioco misura se stesso e il mondo che lo circonda, ricombinando in maniera personale e creativa le informazioni, le indicazioni, i segnali e gli stimoli che arrivano dall’ambiente.
Il gioco è un’attività gratificante poiché non è condizionato da pressioni interne o esterne, tende solo al piacere e alla conferma di sé, aiuta ad acquisire consapevolezza e a elaborare un’identità personale e sociale.

Ogni bambino facendo, provando, sbagliando e aggiustando, acquisisce la capacità di affrontare nel proprio percorso evolutivo gli apprendimenti cognitivi, relazionali e sociali che lo rendono competente. Con questo tipo di esperienza, unita all’interazione con gli altri bambini e con le insegnanti, si raggiunge un apprendimento, dove il bambino é centrale e attivo nella costruzione del proprio “modello” di mondo. Possiamo così definire, questo modo di affrontare gli aspetti educativi e didattici, come “pedagogia della reciprocità”. in questa prospettiva il bambino non è un recipiente vuoto, ma una persona capace di ragionare e costruire significati.

Il laboratorio della quotidianità: come diventare grandi, competenti e autonomi prendendosi cura di sé e degli altri, della classe, delle proprie cose.
Perché è partendo dai meccanismi della routine, semplici per un adulto, obiettivo di conquista per un bambino, che si costruisce il principio, l’idea, che io, noi, la scuola sono un tutt’uno che ha bisogno di ogni singolo bambino per diventare il primo microcosmo dove ogni individuo è attore e regista contemporaneamente.

L’intento del nostro lavoro non è solo quello di offrire al bambino occasioni di esperienze formative, affinché sia facilitato nell’affrontare le richieste che gli verranno rivolte in seguito nella scuola primaria, ma anche quello di far sì che si diverta, che trovi piacere e interesse nell’osservare, confrontare, indovinare, raccontare, colorare, disegnare, contare, fare delle scelte, riflettere sugli aspetti emotivi, osservare da un diverso punto di vista il significato dei pensieri e dei comportamenti. Sosteniamo, quindi, un approccio meno prestazionale con la convinzione che, divertendosi il bambino impari più volentieri e con più facilità.
Laboratorio per bambini da 7 a 11 anni. Un luogo dove si recita e si canta a ritmo di musica condotto da Tiziana Tassetto e Marco Conti. Recitazione,
Girotondi in fila indiana è un laboratorio per esplorare nuove storie e nuovi modi di esprimersi. Il percorso si snoda su due binari: quello della mus